BENE CONTRIBUTO A FONDO VERDE ONU, MA ORA RENZI ESCA DA ECO-AMBIGUITA’

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Ban Ki-Moon meets Matteo RenziIl Premier Renzi ha dichiarato al vertice Onu sul clima che l’accordo di Parigi “dovrà essere vincolante” e che “l’Italia è pronta a contribuire significativamente al fondo verde ONU”. Nel suo intervento Renzi ha utilizzato parole confortanti e motivanti ricordando l’importanza del Pacchetto europeo su clima ed energia 2030 e citando cifre come il 45% di energia in Italia che nel 2014 è stato prodotto da fonti rinnovabili. Siamo onesti, sono cose che si sanno da tempo, che sono state ripetute senza sosta da noi ambientalisti e non solo. A far notizia è solo il fatto che sia lo stesso Renzi a citarle, il Premier che fino a ieri si era nascosto nella più totale eco-indifferenza guardandosi bene dal prendere una posizione decisa su, per esempio, quel Pacchetto UE Energia e Clima che sarà discusso ad ottobre, sotto la stessa presidenza Ue italiana.

VERTICE ONU SU CLIMA: LE PAROLE NON BASTANO, L’EUROPA DEVE PASSARE SUBITO AI FATTI

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1236685_10152693618082822_586127283291375351_nOggi, oltre 120 capi di Stato e di governo provenienti da tutto il mondo si riuniscono nel palazzo di vetro dell’ONU per partecipare al vertice sul clima delle Nazioni Unite, l’obiettivo è quello di convincere i governi a lavorare concretamente per la riduzione delle emissioni clima-alteranti.

“Nel periodo di preparazione del vertice sul clima delle Nazioni Unite abbiamo assistito ad una vera e propria mobilitazione di portata mondiale. – dichiara Monica Frassoni, co-Presidente del Partito Verde Europeo e coordinatrice di Green Italia – Centinaia di migliaia di persone da tutto il mondo hanno partecipato alla marcia domandando ai governi di intervenire, adesso e concretamente, in difesa del nostro pianeta. A New York si sono riunite 300.000 persone per la più grande manifestazione a difesa del clima mai vista prima. È sotto gli occhi di tutti come i cittadini chiedano a gran voce di essere ascoltati – non c’è tempo da perdere perché per fermare il cambiamento climatico è necessario agire ora.”

EGP STATEMENT ON THE SCOTTISH INDEPENDENCE REFERENDUM

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imagesCommenting on the results of the Independence Referendum in Scotland, European Green Party Co-Chairs Monica Frassoni and Reinhard Bütikofer say:

“This morning’s result is a clear win for the campaign to keep the United Kingdom together, and we respect this decision by the Scottish people. The implications of this result remain to be seen. Going forward, we expect the three major parties in Westminster to keep their promises and to devolve far more power to the Scottish Parliament. We are looking forward continuing cooperation with the SNP on common goals. 

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vihreatIl partito Verde finlandese Vihreät – De Gröna ha reso pubblica la propria decisione di lasciare il governo. Monica Frassoni e Reinhard Bütikofer, copresidenti del Partito Verde Europeo hanno così commentato:

“Siamo delusi dalla scelta del governo finlandese di sostenere la centrale nucleare Fennovoima. Vihreät – De Gröna è stato fin da subito molto chiaro: il supporto alle centrali nucleari sarebbe stata per loro la linea rossa invalicabile ed in particolare questo progetto è inaccettabile.

MARCIA GLOBALE PER IL CLIMA, IO CI SARO’. E TU?

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 marchIl Partito Verde Europeo sostiene la Marcia Globale per il Clima, che si svolgerà a New York e in tutto il mondo in vista del vertice sul clima delle Nazioni Unite. Questo movimento globale vuole evidenziare la necessità di un’azione globale per combattere il cambiamento climatico. Altri eventi si svolgeranno simultaneamente tra il 19 e il 21 settembre nelle principali città di tutto il mondo, inclusa la maggior parte dei paesi Ue. I Verdi Europei marceranno per il clima, per chiedere assieme di cambiare le politiche globali sul clima.

L’UE CHE CI ASPETTA DIETRO I VINCITORI DEL TOTOPOLTRONE

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New EU chiefsFatte le dovute congratulazioni a Donald Tusk e Federica Mogherini per la loro nomina, rispettivamente, a Presidente del Consiglio dell’Unione Europea e ad Alto Rappresentante per la Politica Estera, vorrei ora esprimere anche alcune delle mie preoccupazioni.

Cominciamo dal fatto che Donald Tusk, in qualità di Primo Ministro della Polonia, si è strenuamente opposto alla stesura di un’agenda ambiziosa per le politiche su energia e clima dell’Unione Europea. La Polonia, anche se non da sola, era ed è lo zoccolo duro contro l’adozione di target europei ambiziosi per l’aumento dell’efficienza energetica, delle rinnovabili e per la riduzione di Co2: un biglietto da visita che non ci tranquillizza visti i preparativi per i negoziati internazionali sul clima che sono in corso. Parigi 2015 è vicino, Tusk che Europa intende presentarvi?

ALTRO CHE VOLI LOW COST: CORRIDOI UMANITARI E SCORPORO DELLE SPESE DELL’ACCOGLIENZA DAL DEFICIT

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Italian navy rescue asylum seekersRivedere Dublino3, ma anche istituire corridoi umanitari, piano di aiuti ai profughi e scorporo dal computo del deficit delle spese per accoglienza e soccorso.

 

Come spesso succede, Beppe Grillo imbroglia le carte, pone alcune giuste rivendicazioni in un linguaggio intollerabile. Sì,  la Convenzione di Dublino deve essere rinegoziata, perché sbagliata laddove afferma che il richiedente asilo può fare domanda solo nel paese in cui approda.

SBLOCCA ITALIA: ECOBONUS DEL 65% NON PERVENUTO, MA TAPPETO ROSSO PER IDROCARBURI

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sblocca-cantieri-strade-renziEco bonus non pervenuto, ma tappeto rosso steso per chi vorrà sfruttare le relativamente scarse risorse di idrocarburi presenti in Italia, tanto asfalto costoso, poca attenzione alla mobilità ferroviaria dei pendolari e qualche intervento in stile ‘legge mancia’: così si può riassumere lo ‘Sblocca Italia’, che molto dovrà spiegare oltre alle slides e allo scarno comunicato stampa.

“SBLOCCA ITALIA” CON MOLTO ASFALTO E POCO FERRO PER PENDOLARI. VISIONE DA ITALIA ANNI ’60

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718625496_17a011ddbd_mTRASPORTI: “SBLOCCA ITALIA” CON MOLTO ASFALTO E POCO FERRO PER PENDOLARI. VISIONE DA ITALIA ANNI ’60, CON TANTI SOLDI PUBBLICI E PROJECT FINANCING FASULLO

AUTOSTRADE TIRRENICA E ORTE-MESTRE SIMBOLI DELLO SPRECO

“Di cura del ferro per le città con treni, tram e metropolitane che mancano per i pendolari, che e’ il vero problema e deficit italiano rispetto al resto d’Europa, poco e niente. In compenso tanto nuovo asfalto, molto spesso inutile e costoso, finanziato con soldi pubblici e project financing fasullo: le priorità infrastrutturali che dovrebbero entrare nello ‘sblocca Italia’ per rilanciare, nelle intenzioni del Governo, i cantieri e l’economia del Paese sono un lungo elenco di autostrade, dalla Orte-Mestre alla Tirrenica, e strade per oltre 1400 km, in un’ottica da Italia anni ’60, che sconcerta per l’assenza delle opere incompiute e realmente indispensabili a modernizzare e rilanciare il Paese – dalla chiusura dell’anello ferroviario di Roma alle metropolitane di Torino, Catania, dello Stretto, dal secondo binario sulle linee Genova-Ventimiglia, Pontremolese, ai tram di Bergamo, Milano, Firenze”.