IL PATATRACK GRECO E’ EVITABILE

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EU_fist_001procedure di infrazioneE cosi, oggi 9 aprile, la Grecia ha versato come previsto i 450 milioni di euro in scadenza al FMI. Ma continua la suspence su quando finiranno i soldi. Adesso si parla di 6 giorni, o due settimane, o due mesi…

Non so a voi, ma a me l’interminabile saga greca con gli annunci, addirittura le indiscrezioni pilotate dall’una e dall’altra parte su cambi di governo, nuove elezioni, messaggi a dir poco ricattatori da parte dei creditori, i soldi dati forse sì e forse no, la lista delle riforme, che tutti possono leggere, ma che a nessuno paiono interessare davvero[1], sembra come una di quelle corse folli fra ragazzi alla James Dean, che non sanno se saranno in grado di fermarsi prima del precipizio. È il M.A.D., Mutual Assured Distruction, ci dice uno degli autorevoli interlocutori che incontriamo durante la missione “in Verde” di qualche giorno fa alla scoperta del governo greco di cui per la prima volta fa parte anche un vice-Ministro ecologista: il responsabile per l’ambiente, Yannis Tsironis.

Da una parte, i creditori: cioè tutti noi, dopo che è stato deciso di trasferire ai cittadini europei i debiti delle banche esposte in Grecia, rendendo ogni discussione sulla riduzione del debito molto più difficile. La ricetta proposta da chi ci rappresenta è sempre la stessa, dai tempi dei piani del Fondo Monetario in America Latina e Asia, anche loro falliti miseramente, ma riproposti senza vergogna e senza memoria. Tagli alle pensioni, privatizzazioni e, mi raccomando, niente misure unilaterali tipo sostegno ai senzatetto, come ha detto Daclan Costello, l’ineffabile funzionario europeo irlandese capomissione ad Atene. Troppo modesti i tagli e non sia mai che, pur se in modo lento e progressivo, si pensi di aumentare il salario minimo e di reinstallare la tredicesima. La cosa che più turba in questa disputa, cercando di andare ai dettagli della faccenda, è che la Troika (inutile fare finta, è ancora lei che sta ad Atene, anche se adesso si chiama “le Istituzioni”) non dice né fa nulla di diverso rispetto agli anni scorsi. Il tutto nonostante l’ovvio fallimento delle ricette proposte e l’effetto devastante che la riduzione dei salari e la disoccupazione stanno avendo non solo nei paesi “in crisi”, ma anche in Germania e Regno Unito, dove i “working poor” sono una realtà molto presente di uno sviluppo economico diseguale. Ma com’è possibile? Non avevamo detto che è necessario “cambiare verso”? Nella saga greca la realtà è che nulla è cambiato nell’atteggiamento dei creditori, che stanno riuniti nell’Eurogruppo, dove per noi c’è Padoan. Italia, Francia e la Commissione, che potrebbero davvero iniziare un cambio di rotta serio, in realtà non fanno altro che dichiarazioni un po’ meno dure, ma al tavolo dei negoziati non fiatano. Non si cambia nulla e ciò che il governo greco riesce ad ottenere sono piccole boccate d’aria, che non intaccano il convincimento generale secondo il quale o la Grecia si adegua alle ricette dell’austerity, o andrà dritta nel burrone. Viene inspiegabilmente data pochissima importanza ai piani sulla riduzione dell’evasione fiscale e poco credito ai soldi che si pensa di poter raccogliere da maggiori tasse ai ricchi. E nessuno sembra davvero considerare che in meno di tre mesi nessun governo, soprattutto se inviso a chi il potere ce l’aveva fino a qualche settimana fa, può avere un piano completo che possa rivoluzionare un sistema reso ancora meno efficiente e corrotto da anni di crisi. I creditori sono comunque convinti che alla fine Atene cederà e continuano a fare la voce grossa. Anche perché molti credono che alla fine della fiera, non è poi cosi grave se la Grecia fallisce e se ne esce dall’euro. Forse. Il punto è che se cede, si continuerà nell’attuale spirale infernale del “più debito, più tagli e niente prospettive di crescita economica e investimenti”, quindi: più debito e più prestiti, eccetera eccetera. E, se esce dall’euro, le conseguenze sul resto dell’Unione Europea saranno veramente imprevedibili. Di sicuro, sarà ancora più difficile che i cittadini europei vedano i propri crediti ripagati.

Dall’altra parte c’è il governo di Syriza, molto più composito e diviso al suo interno di quello che pare dall’esterno, e i greci, stremati da anni di tagli, tendenzialmente nazionalisti e presi in una collettiva nostalgia del tempo che fu. Il Ministro per la trasparenza e la lotta alla corruzione, Panayotis Nikouladis, dal suo ufficio da dove si vede l’Acropoli in tutto il suo splendore, ci parla proprio di questo e della difficoltà di abbandonare i vecchi sistemi che lui, da magistrato anticorruzione, conosce bene. Compìto e sorridente, è molto (troppo?) ottimista e fiducioso che alla fine l’Ue si renderà conto della serietà e profondità del tentativo in atto con Tsipras; ha sviluppato un sistema che ha individuato 20.000 persone i cui redditi dichiarati non corrispondono a quelli reali e ci ha spiegato di essere in grado di pizzicare 3500 evasori totali (per un valore di 7 miliardi di euro) e di riportare nelle esauste casse greche ben 2,5 miliardi di euro. Ci dice che, arrivato al Ministero, si è trovato a dover scegliere cosa fare per ottenere risultati rapidi: attaccare i poteri forti, quelli delle famiglie importanti e degli oligarchi, o la corruzione e l’evasione fiscale spicciola che esiste in tutta la società greca ? Ha deciso di partire dai primi (gioco d’azzardo, mercato nero di carburante e sigarette, evasione fiscale, licenze per le telecomunicazioni,) ed è convinto che se arriverà un accordo con l’UE, sarà possibile mettere in atto un vero processo di trasformazione. « Il problema dell’evasione fiscale è risolto; ma abbiamo bisogno di tempo» ci dice. Stessa musica dal Ministro della Salute, personaggio davvero interessante, che incontriamo nel suo ufficio nettamente meno glamour di quello di Varoufakis e del Ministro delle infrastrutture Stathakis, in pieno centro.Panayotis Koroumplis è rimasto cieco a 10 anni a causa di una granata tedesca esplosagli in mano, ed è il primo ministro disabile greco; da deputato aveva lavorato con i Verdi su tutta la partita dei medicinali generici e contro la vasta rete di connivenza a livello nazionale ed europeo della politica con le imprese farmaceutiche.
Ci parla anche lui della sensazione di stare sospesi in attesa di una vera partenza con l’accordo con gli europei, che anche lui considera inevitabile. Mentre ci parla sgranocchiando i cioccolatini belgi che gli abbiamo portato, penso che davvero è molto complicato spiegarsi perché la Troika (ops, le istituzioni) sia così ferocemente contraria a concedere il tempo che sarebbe necessario al governo greco di dare qualche segnale positivo su alcuni temi chiave, la lotta all’evasione, la salute, le condizioni dei più poveri, qualche investimento virtuoso. Tra l’altro, questa intransigenza non aiuta neppure i greci a elaborare un piano davvero alternativo di riscatto economico. Con la scusa dell’assenza di un accordo alcuni vecchi arnesi sono di nuovo all’opera e non c’è un dibattito serio sulle opzioni migliori e più avanzate che un paese mediterraneo come la Grecia potrebbe trovare. E così, alla Commissione Europea si lamentano che frotte di funzionari greci vengono a chiedere soldi per finanziare nuovi hotel a 5 stelle; il Ministro alla ricostruzione ed energia Lafazanis fa accordi con i tedeschi della KFW, “virtuosa” banca tedesca, per costruire una centrale al carbone stanziando 1,4 miliardi di euro di denaro pubblico e allo stesso tempo si lamenta della dipendenza del settore dell’eolico dalla tecnologia tedesca; e cosi corre a Mosca per fare accordi sull’estrazione di gas e petrolio dal Mediterraneo. Si litiga sulla possibilità di mantenere l’IVA ridotta sulle isole greche, quando è proprio lì che si vive meglio, dato anche il boom del settore del turismo in Grecia che ha visto più di 20 milioni di presenze nel 2014. Alcuni soliti noti del settore delle telecomunicazioni (che non hanno mai pagato nulla per trasmettere) paiono avvicinarsi al partito di governo e non sono poche le voci che si levano sulla deriva nazionalista e improvvisata della politica estera greca, pur se la recente visita di Tsipras a Mosca non ha cambiato molto nella sostanza delle relazioni fra i due paesi ed è sembrato più un gesto provocatorio che altro. Sulla stampa greca, molti commentatori ritengono che alla fine si troverà una quadra e che l’Eurogruppo non mollerà la Grecia.

Insomma, dalle due parti testosterone in libertà e convinzione che gli altri alla fine cederanno. Vedremo. In ogni caso, da italiana ed europea sono desolata dell’irrilevanza dell’Italia del fantasioso Renzi, della codardia della Commissione, dell’inconcludenza del Parlamento e dell’insipienza di Hollande. E’ sicuro insomma, che se alla fine ci sarà un patatrack, questo avrà molti responsabili e non solo Alexis Tsipras e Angela Merkel.

Monica Frassoni

Bruxelles 9 aprile 2015

 

[1]http://im.ft-static.com/content/images/55b27a7e-d87c-11e4-ba53-00144feab7de.pdf

ANCHE IL BENESSERE ANIMALE A RISCHIO TTIP – LETTERA

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imagesCare Amiche, Cari Amici,

alcuni mesi fa moltissimi cittadini italiani hanno contattato i deputati europei chiedendo loro di sostenere l’emendamento dei Verdi che voleva eliminare i sussidi all’allevamento di vitelli e buoi per la corrida.[1]

Purtroppo, come saprete, una maggioranza composta principalmente da socialdemocratici e conservatori ha ostacolato l’adozione del nostro emendamento.[2]

Oggi è il nostro turno e, anche in nome del gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo, chiediamo il vostro aiuto su una questione che riguarda i diritti degli animali.

L’ULTIMO PARADOSSO GRECO? L’ALLEATO DI TSIPRAS IN EUROPA: ANGELA MERKEL

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Breve viaggio in verde dentro il governo TsiprasIMG_5245

Siamo in quattro, tutte donne, mediterranee e “diversamente verdi”; oltre a me, che co-presiedo il partito verde europeo, ci sono Mar Garcia, Segretaria generale del Partito verde europeo, Vula Tsetsi, segretaria generale del gruppo parlamentare al PE, Gwendoline Delbos-Cortfield, membro dell’esecutivo dei verdi europei e consigliera regionale nel Rhone Alpes. Sbarchiamo ad Atene un lunedì pieno di sole per capire meglio cosa si muove dentro il nuovo potere greco e anche come se la cavano i Verdi greci, alleati minoritari di Syriza e per la prima volta al governo con un viceministro responsabile all’ambiente Giannis Tsironis, nell’ambito dell’importante ministero alla ricostruzione, ambiente ed energia tenuto dell”hardliner” della sinistra di Syriza Panayotis Lafazanis.

GOVERNO; FRASSONI (GREEN ITALIA): BENVENUTO AL MINISTRO DEL RIO, CONFRONTIAMOCI SULLE INFRASTRUTTURE UTILI E IL SUPERAMENTO DELL’ERA DELLE GRANDI OPERE.

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DELRIO“Siamo pronti a dar credito al neo ministro alle Infrastrutture Del Rio, che ha dichiarato che il criterio di valutazione delle opere pubbliche è quello dell’utilità per le comunità, e che quelle piccole sono spesso più utili e necessarie. Gli ecologisti lo dicono da tempo, e lo abbiamo ribadito con il nostro appello “E’ finito il tempo delle mele (marce), si apra la stagione delle opere utili, legali e sostenibili”  lanciato pochi giorni fa e che sta ricevendo numerose sottoscrizioni. Al Ministro Del Rio chiediamo di incontrarci e confrontarci sulla base di un’idea di politica delle infrastrutture lontana da quella voluta dalla Legge obiettivo, per rimettere al centro le esigenze dei cittadini e non quelle di pochi e consolidati gruppi di potere economico”.

TRASPORTI; GREEN ITALIA: ”ALTRO CHE ROTTAMATORE, GOVERNO RENZI SU AUTOSTRADE E INFRASTRUTTURE AL SERVIZIO DEI SOLITI NOTI”

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incompiuteAppello per opere utili, legali, sostenibili “E’ finito il tempo delle mele (marce)” continua crescere.

Moni Ovadia, Monica Frassoni, Pippo Civati, Luca Mercalli, Carlo Degli Esposti, Luca Pastorino,Francesca Chiavacci, Adele Gambaro e tanti altri insieme a cittadini nauseati da ‘cupola’ affaristica e disinteresse del Governo.

Al netto della propaganda sul rinnovamento e sui cambiamenti di verso, la politica sulle infrastrutture del governo Renzi è in perfetta continuità con quella che ha portato agli scandali di Lupi, Incalza e company: una montagna di denaro pubblico speso a favore di una ‘cupola’ di soliti noti, mentre milioni di cittadini attendono opere realmente utili, a cominciare da quelle per il trasporto pubblico su ferro. Così, per esempio, è una vergogna la proroga delle concessioni autostradali inserita nel decreto ‘Sblocca Italia’, un regalo di oltre 10 miliardi alla lobby delle autostrade. Ora è giunto il momento di cambiare, lo chiedono i cittadini e ce lo impone l’Europa che ha da tempo nel mirino le infrazioni italiane sul sistema autostradale”.

IL NOSTRO APPELLO – È FINITO IL TEMPO DELLE MELE (MARCE): SI APRA LA STAGIONE DELLE OPERE PUBBLICHE, LEGALI E SOSTENIBILI

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meg_fonoSi chiuda la stagione delle grandi infrastrutture realizzate per la convenienza privata di pochissimi e non nell’interesse generale, nel segno di quello che gli ecologisti e le forze impegnate sul terreno della legalità da tempo denunciano e chiedono: le grandi opere necessarie all’Italia sono quelle indispensabili per migliorare la vita quotidiana degli italiani, ovvero rimettere in sesto il nostro territorio, assicurare una mobilità pubblica efficiente nelle città e rimediare allo stato scandaloso del trasporto regionale, puntare sul ferro e sul cabotaggio costiero per il trasporto delle merci smettendo di favorire con regali milionari il settore dell’autotrasporto. Questo è ciò che va fatto oggi, se davvero si vuole demolire la “cupola” che governa da decenni i grandi affari delle opere pubbliche, mentre vanno riconsiderate scelte estranee all’interesse generale e costosissime come il tunnel in Valdisusa e l’autostrada Orte-Mestre”.

POSTI DI LAVORO VERDI: UNA VIA D’USCITA ALLA CRISI

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Sgreen_jobsTIMOLARE L’OCCUPAZIONE E LA RIPRESA ECONOMICA 

La disoccupazione è uno dei problemi più pressanti in Europa. Più di 25 milioni di cittadini europei - oltre il 10% della popolazione attiva – sono senza lavoro. Per i giovani, la situazione è ancora nera, dato che quasi un giovane su quattro sotto i 25 anni è disoccupato.

Nei paesi più colpiti, come la Grecia o la Spagna, più della metà dei giovani sono disoccupati, e le politiche di austerità non fanno che peggiorare la situazione. Come se non bastasse, la crisi climatica e ambientale si sta sempre più aggravando. Gli scienziati hanno la certezza che le attività umane stanno cambiando il nostro clima e sottolineano il pericolo del mancato intervento per fermare il degrado. Dal canto loro, gli economisti ci informano che più aspettiamo a intervenire e più il conto sarà salato.

PROCEDURA D’INFRAZIONE CONTRO IL BELGIO PER ESPULSIONI DI LAVORATORI CITTADINI EUROPEI. MA IL BELGIO OTTIENE UNA SOSPETTA PROROGA DI 30 GIORNI

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EU_fist_001procedure di infrazioneLa Commissione europea ha lanciato in questi giorni una procedura d’infrazione contro il Belgio, per le espulsioni di lavoratori cittadini dell’Unione europea che hanno perso il lavoro durante il proprio soggiorno in Belgio. L’oggetto è la possibile violazione degli articoli 7 e 14 della Direttiva 2004/38 sul diritto di soggiorno dei cittadini UE e degli articoli 4 e 61 del Regolamento 883/2004 sul coordinamento della sicurezza sociale.

Questa decisione della Commissione fa seguito alla formale denuncia sindacale trasmessa alla Commissione UE nel novembre scorso, primi firmatari la presidente di INCA CGIL Morena Piccinini e il segretario federale della FGTB Jean-François Tamellini, e alla contestuale interpellanza presentata da Monica Frassoni, co-Presidente del Partito Verde Europeo e coordinatrice di Green Italia, assieme all’eurodeputato verde, Philippe Lambert. L’una e l’altra prendono spunto dal medesimo caso di un lavoratore italiano in Belgio, colpito da un ordine di espulsione dopo essere rimasto involontariamente disoccupato.

GREEN ITALIA INCONTRA COMMISSARIA UE PER LA CONCORRENZA SU CASO DELLE PROROGHE CONCESSIONI AUTOSTRADALI E AIUTI DI STATO A SOSTEGNO AUTOSTRADE ITALIANE PREVISTI DA SBLOCCA ITALIA

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spaghetti-bowlLa Commissaria europea per la concorrenza, Margrethe Vestager assieme a rappresentanti della direzione generale e del gabinetto, ha ricevuto ieri Monica Frassoni, co-Presidente del Partito Verde Europeo, e Anna Donati, di Green Italia, per discutere del caso delle proroghe delle concessioni autostradali e degli aiuti di Stato previsti dal Decreto Sblocca Italia e da altre norme, a sostegno delle autostrade italiane.