Dalla parte sbagliata: il gioco cinico di Renzi sulla Grecia

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renzi-tsipras-660205http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/02/grecia-dalla-parte-sbagliata-il-gioco-cinico-di-renzi-sugli-ellenici/1835244/

C’è un elemento che Tsipras e le forze “anti-austerità”, ivi inclusa la sottoscritta, non sono riuscite ad anticipare e che le ha colte di sorpresa.

E’ l’allineamento pressoché totale sulle posizioni dei “falchi” dell’Italia e della Francia, a parte qualche parolina qua e là o qualche tono più morbido dietro le quinte o qualche tentativo neanche tanto convinto dell’ultima ora dei francesi, giunto però fuori tempo massimo e incapace di avere un impatto. E’ un aspetto che ha avuto un effetto estremamente importante sulla situazione tragica nella quale ci troviamo adesso. Penso che se il governo greco avesse potuto contare su un sostegno convinto, visibile e pubblico almeno sul tema della riduzione del debito e su alcune delle sue proposte, ivi incluse quelle arrivate all’ultimo minuto, non saremmo dove siamo e la Merkel non si permetterebbe di dare la linea a tutti, anticipando gli organi preposti e orientandone le decisioni.

Quei paletti inutili di un ceto autoreferenziale

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destrasinistraNei due inte­res­santi arti­coli di Michele Piras e di Guido Liguori (il mani­fe­sto, 25 giu­gno) si discute di come affron­tare la sta­gione che si apre per un “nuovo ini­zio” fuori dal par­tito demo­cra­tico, dopo che il “par­tito di Renzi” ha scelto una strada con­ser­va­trice ed eco-indifferente (quando non eco-ostile) in eco­no­mia, con­for­mi­sta e irri­le­vante in Europa, cer­chio­bot­ti­sta sul tema dell’immigrazione (impa­ga­bile la bat­tuta sui rimpatri-tabù, che avven­gono rego­lar­mente e a gran costo da anni), auto­ri­ta­ria ed auto­re­fe­ren­ziale nel dibat­tito sui grandi temi della società, dal lavoro alla scuola alle regole elet­to­rali, cinica e disin­volta rispetto alla bat­ta­glia con­tro cor­ru­zione e illegalità.

Dico subito che mi con­vince molto di più il ragio­na­mento di Piras che quello di Liguori, pur se molto one­sto e sti­mo­lante.
Ho vis­suto anche io, con molta pas­sione all’inizio e con sem­pre più disil­lu­sione fino alla cam­pa­gna elet­to­rale del 2013, l’evoluzione di Sel. Da eco­lo­gi­sta di matrice liber­ta­ria mai stata comu­ni­sta né socia­li­sta, mi pia­ceva l’idea di un’aggregazione libera e plu­rale, e ricordo quando per­fino a Bru­xel­les i ragazzi della “Fab­brica di Nichi” por­ta­vano a discu­tere di cose com­pli­cate come i mec­ca­ni­smi dei fondi euro­pei o la bat­ta­glia sull’austerità anche 300 per­sone a volta. Poi però ci si è chiusi nel recinto della sini­stra iden­ti­ta­ria e del bilan­cino dei poteri. Com­plici anche le divi­sioni degli ambien­ta­li­sti, si sono mar­gi­na­liz­zate cul­ture e bat­ta­glie impor­tanti, a parte un’adesione di maniera. E si è abban­do­nato il campo dell’innovazione orga­niz­za­tiva ai meet-up di Grillo e alla loro dirom­pente e sem­plice contro-aggregazione.

Grexit: Appello Verdi Europei

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Pgrresidenti, Capi di Stato e di Governo

La nostra Unione europea di 28 Stati e 500 milioni di cittadini è oggi sotto una minaccia che proviene dall’interno dei nostri stessi confini e istituzioni. Lasciare degenerare il corso degli eventi non farebbe che accrescere questo pericolo.

Leader dell’UE, dovete condurci verso l’uscita da questa pericolosa situazione. Dovete far avanzare l’Unione europea. L’attuale scelta é oggi tra due opzioni costose e controverse e deve essere superata. Solo così l’UE eviterà di abbandonare uno dei suoi Stati membri e di perdere la sua stessa credibilità e la fiducia dei suoi cittadini.Vi sollecitiamo oggi a trovare un nuovo accordo:

Dichiarazione dei presidenti dei Verdi al Parlamento europeo al termine della Conferenza straordinaria dei Presidenti

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philippe e rebeccaGrèce: Déclaration des Présidents Verts-Ale à l’issue de la Conférence extraordinaire des Présidents

Déclaration commune des Présidents du groupe Verts-ALE, Rebecca HARMS et Philippe LAMBERTS
à l’issue de la conférence extraordinaires des Présidents du Parlement européen de ce lundi 29 juin 2015:

“La conférence des Présidents du Parlement européen vient d’appeler à la tenue d’un Sommet extraordinaire d’urgence de la Zone euro.

Il Grexit sarà un guaio per tutti gli europei, non facciamoci illusioni

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Un accordo tra la Grecia e i suoi creditori era dato come sicuro solo quattro giorni fa. Poi c’è stata una chiusura improvvisa guidata dal Fmi, giorni di dialogo tra sordi e, una campagna mediatica in molti paesi, compresa l’Italia, tesa a dimostrare che andrà tutto bene anche in caso di Grexit, perché noi sì che siamo solidi a differenza di quei dilettanti dei greci. E infine l’annuncio a sorpresa di Tsipras di un referendum il 5 luglio sul piano proposto dai creditori, che nel frattempo è stato apparentemente tolto dal tavolo (ma non è detto che sia una decisione definitiva).

Adesso, qui ad Atene, mentre si leva un giorno tiepido di sole, le banche sono chiuse, i greci possono ritirare un massimo di 60 euro al giorno, non si può pagare con la carta di credito e domina l’incertezza più totale. La Bce ha dato ieri qualche giorno di fiato decidendo di mantenere l’Ela (Emergency Liquidity Assistance), e questa è una buona notizia, anche se il limite di 89 miliardi di euro è troppo basso per permettere alle banche di fare fronte al bisogno di liquidità del sistema greco. E’ per questo che le banche restano chiuse. Ma ovviamente la questione va molto oltre la chiusura – speriamo temporanea – degli istituti di credito.

Comunicato stampa del Partito Verde Europeo: This is about Europe and not just about Greece, Are our leaders really incapable of bridging a gap of less than 0.5BN Euro?

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Co-Chairs Monica Frassoni and Reinhard Bütikofer comment on the latest developments concerning Greece.

A deal between Greece and its creditors was possible just three days ago. It is still possible.

The European Council must not be allowed to dodge its common responsibility towards Europe’s future. We demand an extraordinary EU summit be convoked on a date prior to the planned Greek referendum, in order to deliver such an agreed solution.

La lettera di Tsipras ai Greci sul referendum del 5 luglio

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La Grecia va al Referendum: ecco il testo integrale della lettera di Tsipras. Si può dire tutto, ma non che non sia animato da un forte spirito europeo. Tutto il contrario di alcuni Partners europei. È più che chiaro che ci sono stati errori da molte parti, anche da parte del governo greco, che avrebbe dovuto aspettare la fine dell’Eurogruppo prima di annunciare il referendum.  E’ anche un fatto che, spinta da una campagna mediatica che fa apparire tutti i greci come dei pigroni profittatori, molta parte dell’opinione pubblica europea è convinta che è giunto il tempo di dare un bel calcione a Tsipras e il suo governo di “dilettanti”. Ma personalmente penso che oggi sia vero il contrario di quello che dice la BildZeitung stamattina. Non è La Grecia che ricatta l’Europa. Ciò detto, se io fossi greca, voterei decisamente SI. Perché non è l’accordo il pomo del contendere. Ma l’euro e l’Europa. Anche perché se l’UE continua così, fra poco non resteranno che le briciole di Quello che non è un sogno, ma un progetto più che mai necessario. L’UE è ancora una grande potenza economica, culturale e sociale, ma rappresenta solo il 7% della popolazione mondiale. Solo L’Unità, la coesione e la fedeltà agli ideali che oggi sono malmenati da ogni dove, ci permetterà non solo di uscire dalla crisi, ma di continuare ad essere un esempio di superamento di divisioni e di benessere. Vediamo che succede oggi all’euro gruppo e incrociamo le dita. Nel frattempo la copresidente del gruppo verde al PE REBECCA HARMS ha chiesto una riunione straordinaria della conferenza dei presidenti del PE per lunedì.

Grecia, gli scongiuri aspettando l’Eurogruppo

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Non ho mai creduto all’ottimismo sparso a piene mani nei giorni scorsi sull’accordo con la Grecia. Come mi hanno sempre lasciato perplessa le affermazioni secondo le quali l’Europa si è sempre fatta nei momenti di crisi. Balle. Se si è fatta, si è fatta male e con accordi al ribasso, da Maastricht in giù.

Oggi siamo messi male. Non solo perché l’ideologia dominante e anche il calcolo politico dei conservatori al potere non possono permettere a Tsipras di portare a casa un risultato anche minimo. Non solo perché la Lagarde si deve fare rieleggere e non può essere vista favorire troppo – facendo eccezioni alle sue folli regole – un paese europeo rispetto a tutti quelli più poveri con cui tratta. Non solo perché Angela Merkel non è la grande leader che tutti descrivono: se lo fosse non saremmo al punto in cui siamo.

Grecia, vogliamo che domani sera Tsipras si metta una cravatta

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La Grecia e i suoi creditori devono fare tutto ciò che serve per mantenere la Grecia nella Zonaeuro. Basta giocare sulla pelle di tutti gli europei.

Fervono contatti e preparativi prima del vertice di domani, destinato a porre una parola se non finale almeno decisiva sulla saga greca. Merkel, Hollande, Juncker (con Renzi sempre desaparecido, pare per scelta) e Tsipras si sono parlati al telefono, c’è stato un Consiglio dei ministri con in discussione nuove proposte, che sulla base di indiscrezioni non ufficiali potrebbero consistere nell’eliminazione dei prepensionamenti dall’anno prossimo, un aumento di tasse per i redditi privati e di imprese oltre una certa soglia o alcune concessioni sull’aumento dell’Iva, oltre ad una sorta di taglio automatico in caso di nuovo deficit. In cambio, si cerca sempre una forma di riduzione del debito e di non aggravare la crisi umanitaria colpendo le pensioni o aumentando il costo dell’energia.