ILVA: solo l’industria senza futuro é contro l’ambiente

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INQUINAMENTOHo letto con molto interesse, ma con crescente sconcerto l’articolo di Dario Di Vico sulla vicenda dell’ILVA sul Corriere della sera del 24 luglio. Perché mi pare che su questa vicenda ci sia stata e ci sia ancora un pregiudizio che tende a sminuire come meno importanti le questioni che riguardano la salute e l’ambiente (e anche chi le porta, qui addirittura definiti come “sindacalisti estremisti o consulenti inaciditi” che raccontano fandonie ai giudici) rispetto alle ragioni dell’occupazione e dell’attività industriale, qualsiasi essa sia o quasi.

Suruç attack: Time to resume peace talks in Turkey

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Turkey_PeaceEuropean Green Party

PRESS RELEASE

 

Following the terrorist attack that took place in the Turkish town of Suruç, the Co-Chairs of the European Green Party, Monica Frassoni and Reinhard Bütikofer, comment:

“We express our deepest sympathy to the family and friends of the youth activists who were killed in Suruç on Monday. Most of these victims were committed to the fight for democracy and peace, not only in Syria, but also in Turkey.

Per le imprese l’informazione ambientale e sociale diventerà una risorsa

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la_stampaDal 2017 le grandi aziende dell’Europa dovranno rendere pubbliche, insieme ai loro bilanci, le politiche di sostenibilità sociale e ambientale che mettono in atto e i rischi connessi

 

Non più solo conti economici e dati finanziari. Dal 2017, le grandi aziende dell’Europa dovranno rendere pubbliche, insieme ai loro bilanci, le politiche di sostenibilità sociale e ambientale che mettono in atto e i rischi connessi alla loro attività. A stabilirlo è una direttiva comunitaria approvata definitivamente a settembre 2014, per la quale è cominciato all’inizio di luglio l’iter di recepimento anche in Italia, destinato a concludersi, secondo il governo, ad agosto 2016.

It’s debt alleviation, stupid!

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11406646_1033784883301266_6152646588753519757_oEuropean Green Party Co-Chairs, Reinhard Bütikofer and Monica Frassoni, comment on the green light given to negotiations with Greece for a third bailout programme, following approval from the parliaments of several Eurozone member states:

Formally, the way has now been cleared to begin negotiations with Greece over a third bailout programme. In substance however, the unresolved issue of the Greek debt’s unsustainability poses great obstacles to finding a meaningful agreement. The fatal vicious circle is reinforced, where more lending that is based on unsustainable conditions creates more debt.

Accordo Grecia: salvata l’Eurozona (forse) e scongiurato Grexit (per ora), ma da oggi l’Ue è reversibile

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crackedeu
E’ un Alexis Tsipras livido quello che ieri mattina ha giustificato il suo via libera all’accordo con un laconico “Ci siamo assunti la responsabilità della decisione per evitare i piani più estremi dei circoli conservatori in Europa”. La responsabilità maggiore dell’assoluta durezza delle condizioni dell’accordo definite dallo Spiegel “la lista della crudeltà” è stata della Merkel e della sua decisione di sposare in pieno la posizione del suo ministro delle Finanze, che voleva la Grecia fuori dall’eurozona già dal 2012.

E’ stata la fortissima pressione di Wolfgang Schaeuble che ha legato ogni prospettiva di evitare la Grexit ad una sostanziale capitolazione dei Greci, giustificata con la parolina magica “fiducia” (leggi “o fai come dico io o fuori”). L’unico aspetto positivo dell’accordo unanime che i Capi di Stato e di governo dell’Eurogruppo hanno raggiunto dopo lunghi negoziati è stato appunto di evitare il peggio, soprattutto per l’Eurozona: una Grexit disordinata.

NO GREXIT, BUT NO FAIR DEAL EITHER

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euro coinThe leaders of the European Green Party, Reinhard Bütikofer and Monica Frassoni, comment on the result of the negotiations over a new deal for Greece:

“Against the backdrop of massive pressure, in particular from the German Finance Minister Wolfgang Schäuble, the unanimous agreement that the Eurogroup Heads of State and Government came up with after long negotiations barely managed to avoid the worst: a Grexit. Obviously, the result is a far cry from a fair deal, and is not even a weak compromise. It is basically a dictation.

NOTTE BUIA PER L’EUROZONA- Renzi e Hollande impotenti o complici? No all’Europa dei governi.

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150213-grexitIn questa serata grigia e fresca a Bruxelles, sono triste, arrabbiata e impotente. I negoziati sono ancora in corso, ma tutto quello per cui mi sono battuta in questi anni sta tristemente crollando. In stanze grige non lontano da qui, non i burocrati, ma politici eletti stanno mettendo Tsipras in una trappola praticamente impossibile. Il testo dell’Eurogruppo sottoposto ai Capi di Stato e di governo é stato sottoscritto anche da Padoan e Sapir. Quindi tutti, anche loro, pensano che la priorità massima di questa vicenda sia la totale umiliazione e sconfitta di Tsipras e dei greci, che hanno osato  sfidare il dogma assurdo e inefficace dell’austerità. Questa é la realtà.

GREEN ITALIA/VERDI No Grexit senza se e senza ma.

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NOGREXIT“Grecia, Renzi esca da ambiguità ed equilibrismi e si schieri senza esitazioni contro l’espulsione della grecia dall’eurozona“. Questo quanto dichiarato da Oliviero Alotto, Annalisa Corrado, Luana Zanella e Angelo Bonelli, portavoce di Green Italia e Verdi.

Renzi oggi deve tenere duro anche a costo di un conflitto aperto.
Bisogna superare l’austerity, non solo in Grecia ma in tutta Europa è questa è l’occasione per iniziare a farlo davvero.

Sollecitiamo oggi Renzi e tutti i leader Europei a trovare un nuovo accordo: un accordo che si concentri sulle riforme del sistema fiscale e della pubblica amministrazione, la lotta alla corruzione e che riesca a favorire una nuova e positiva dinamica economica. Un accordo che limiti al massino le misure di austerità pro-ciclica, che hanno dimostrato essere economicamente controproducenti e socialmente irresponsabili.  Un accordo che guardi alla ristrutturazione del debito e alla ripresa di un popolo oggi in ginocchio. E un accordo che rifiuti proposte assurde e impraticabili come l’uscita temporanea dall’euro, una bestemmia giuridica e una follia politica.

Per poter restituire anche solo una parte del suo debito, la Grecia deve poter rimaner nell’eurozona; per poter riprendere la sua corsa economica e politica, l’eurozona deve cambiare decisamente la sua politica economica e respingere la tentazionedi eliminare il suo membro più debole.

L’UE non ceda ancora una volta ai falchi dell’austerity.

GRECIA; GREEN ITALIA: BENE IL REFERENDUM, NESSUNA ‘SBERLA’ ALL’EUROPA. ORA STOP OSTILITA’ E ACCORDO SU RIFORME REALISTICHE E RIDUZIONE DEL DEBITO

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GREEN ITALIA

COMUNICATO STAMPA

 

greeceeeeGRECIA; GREEN ITALIA: “BENE IL REFERENDUM,
NESSUNA ‘SBERLA’ ALL’EUROPA. ORA STOP OSTILITA’ E ACCORDO SU RIFORME REALISTICHE E RIDUZIONE DEL DEBITO”

 

“Chi intende vendere il risultato del referendum in Grecia come una ‘sberla’ all’Europa, o il pretesto per considerare la Grexit inevitabile, vuole aprire la strada ad una escalation suicida di recriminazioni e ostilità reciproche. Si tratta invece di una ulteriore e lampante dimostrazione che le politiche di austerità senza fine non possono rappresentare una prospettiva sostenibile d’uscita dalla crisi, né sotto il profilo democratico, né dal punto di vista economico.

Dalla parte sbagliata: il gioco cinico di Renzi sulla Grecia

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renzi-tsipras-660205http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/02/grecia-dalla-parte-sbagliata-il-gioco-cinico-di-renzi-sugli-ellenici/1835244/

C’è un elemento che Tsipras e le forze “anti-austerità”, ivi inclusa la sottoscritta, non sono riuscite ad anticipare e che le ha colte di sorpresa.

E’ l’allineamento pressoché totale sulle posizioni dei “falchi” dell’Italia e della Francia, a parte qualche parolina qua e là o qualche tono più morbido dietro le quinte o qualche tentativo neanche tanto convinto dell’ultima ora dei francesi, giunto però fuori tempo massimo e incapace di avere un impatto. E’ un aspetto che ha avuto un effetto estremamente importante sulla situazione tragica nella quale ci troviamo adesso. Penso che se il governo greco avesse potuto contare su un sostegno convinto, visibile e pubblico almeno sul tema della riduzione del debito e su alcune delle sue proposte, ivi incluse quelle arrivate all’ultimo minuto, non saremmo dove siamo e la Merkel non si permetterebbe di dare la linea a tutti, anticipando gli organi preposti e orientandone le decisioni.